Livigno Blog

Vento dell'ovest | di Damiano Bormolini

Il primo volo fu un tranquillo Milano - Roma.
Tratta quotidiana.
Un volo domestico, pieno di uomini in carriera con le ventiquattrore e di famiglie in partenza per le classiche vacanze romane.
Fu il secondo volo, Roma - Sofia, ad essere decisamente più movimentato.

Ci imbarcarono su un aereo militare piuttosto sgangherato e traballante, scortati dai militari sovietici, che ci osservavano con un misto di ammirato stupore e di rigida disapprovazione.
Quelli erano gli anni Settanta, e il Mondo intero era così ingessato e diviso, che a raccontarlo oggi i più giovani farebbero fatica a crederlo possibile.
C’era la cortina di ferro, la Germania era divisa a metà, anche se non era esattamente metà, e l’Europa intera sembrava come la mappa di una partita a Risiko in costante fermento.

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Il tesoro dell'orto | di Michela Moioli

"Sono al cancelletto.
Stringo gli attacchi.
Prendo in mano le maniglie.
E sento proprio che dalle mani, tutto il mio corpo si prolunga, fino alla tavola, e lo sento come un pezzo unico.
Cioè: i miei piedi si prolungano lungo la tavola, sento fino a 50 centimetri più avanti.
Sento tutto.
La muovo sotto di me e sento fin dove arriva.
Mi sento bene.
Non sento freddo, non sento caldo, ho il respiro basso, il diaframma basso.
Sguardo lucido, mi sistemo un po’ la maschera e sento proprio che sono centrata.
Sono dove devo essere, nel mio posto.
E quando mi sento così, faccio il tempo.
Faccio la gara giusta."

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