Humans of Livigno La Cucina che rispetta

Humans of Livigno La Cucina che rispetta

Attività Livigno 01/07/2026

La cucina che rispetta: alla ricerca dell'equilibrio tra innovazione e tradizione

 

Intervista doppia a Siria Fedrigucci e Michele Talarico rispettivamente proprietaria e chef dei ristoranti Tea del Kosmo e Kosmo che si aprono su sostenibilità, territorio, creatività e l’unicità di Livigno.

Ci sono luoghi in cui la cucina non è solo un mestiere, ma un modo di leggere il territorio. A Livigno, questo accade in due ristoranti che condividono la stessa radice: Kosmo, dove la sostenibilità diventa gesto quotidiano, concretezza, attenzione alla materia prima; e Tea del Kosmo, dove la montagna si traduce in eleganza essenziale, in un racconto più intimo, più rarefatto, più legato alla luce e all’altitudine.
A creare il connubio ideale queste due anime sono Siria Fedrigucci, che porta avanti la visione gastronomica e imprenditoriale e Michele Talarico, lo chef che interpreta la cucina come un linguaggio poetico, fatto di rigore, sottrazione ed equilibrio.
Li abbiamo messi uno accanto all’altro, lasciando che fossero le loro parole a raccontare la nuova gastronomia alpina a 1.816mt

_DSC9933-Migliorato-NR

D: Cosa significa per te cucina sostenibile?

Siria Fedrigucci - “Per me la cucina sostenibile è prima di tutto una questione di responsabilità: significa rispettare il prodotto, il territorio e le persone che ci lavorano. Vuol dire scegliere ingredienti stagionali, ridurre gli sprechi in modo sistematico senza mai perdere di vista l’impatto ambientale. Lavoriamo molto con produttori locali e con ciò che il nostro orto estivo ci offre, perché la sostenibilità non è un concetto astratto: è una pratica quotidiana che parte dalla selezione della materia prima e arriva fino all’ultimo gesto in cucina.”

Michele Talarico - “La sostenibilità, per me, è un atto di rispetto verso la montagna. È ascoltare ciò che il territorio può dare in un determinato momento e accettarne i limiti, trasformandoli in possibilità. È un equilibrio sottile tra ciò che si toglie e ciò che lasci, tra ciò che scegli di valorizzare e ciò che decidi di non usare. In quota, ogni ingrediente ha un peso diverso: racconta una stagione, un’altitudine, un clima. La sostenibilità è questo: un dialogo continuo con la natura.”


D: Come porti Livigno nel piatto?

Siria Fedrigucci - Per me Livigno entra nel piatto come entra la luce del mattino tra le montagne: in modo naturale, senza bisogno di essere spiegata. Cerco di raccontare l’atmosfera del luogo, la sua altitudine, la sua essenzialità“ 
Michele Talarico - “ Lavoro su sapori che non nascondono nulla, su contrasti che ricordano il clima, su profumi che appartengono a questa valle. Portare Livigno nel piatto significa lasciare che la montagna parli da sola.” Porto Livigno nel piatto attraverso i suoi sapori autentici, lavorando con ingredienti locali e stagionali e cercando di mantenere un equilibrio tra tradizione e creatività. La mia idea è valorizzare ciò che il territorio offre senza forzarlo, costruendo piatti che siano leggibili, puliti, coerenti con l’identità del luogo. Livigno entra nel piatto attraverso la materia prima, ma anche attraverso la semplicità del gesto: non serve complicare ciò che è già buono.»

 

D: Cosa significa eleganza in un piatto di montagna?
Siria Fedrigucci - “L’eleganza, per me, è rigore e semplicità.l’estetica segue questa linea: pulita, essenziale, mai costruita. Un piatto elegante è un piatto che non ha bisogno di spiegazioni.”
Michele Talarico - “L’eleganza è togliere, non aggiungere. È lasciare che un ingrediente respiri, che racconti la sua storia senza sovrastrutture. In montagna, l’eleganza è un concetto diverso: non è decorazione, è verità. È la capacità di far emergere l’essenza di un prodotto, di una stagione, di un’altitudine. Un piatto elegante è un piatto che sa stare in silenzio.”

 

Tea del Kosmo _Giovanni Levi-12

D: Come scegli le materie prime?
Siria Fedrigucci - «La scelta delle materie prime è un processo tecnico e consapevole: qualità, stagionalità, freschezza e provenienza sono i criteri fondamentali. Privilegiamo produttori locali, ingredienti che conosciamo e che possiamo seguire nel loro ciclo naturale. Molti prodotti estivi arrivano direttamente dal nostro orto, che coltiviamo personalmente: questo ci permette di avere un controllo totale sulla materia prima e di ridurre al minimo gli sprechi.»
Michele Talarico “Scelgo le materie prime come si scelgono le parole in una poesia: con attenzione, con rispetto, con un senso di necessità. Ogni ingrediente deve avere un motivo per essere lì. La montagna non concede abbondanza, e proprio per questo ogni scelta pesa. Cerco prodotti che parlino del territorio, che abbiano una storia, che portino con sé un frammento di questa valle.”

D: Kosmo e Tea del Kosmo: due ristoranti, due storie…
Siria Fedrigucci - “Kosmo è un luogo che racconta la montagna attraverso la convivialità, i sapori locali e un’esperienza semplice ma curata. È un ristorante che vuole essere accessibile, autentico, legato alla quotidianità del territorio.”
Michele Talarico - “Tea del Kosmo è un punto d’incontro tra territorio, innovazione e ospitalità. È uno spazio più intimo, più raccolto, dove la cucina diventa un racconto sensoriale della montagna.”

Tea del Kosmo _Giovanni Levi-22


D: La sfida più grande per una cucina di montagna sostenibile?
Siria Fedrigucci - “La sfida è mantenere un equilibrio costante tra qualità, rispetto della materia prima e gestione degli sprechi. Significa lavorare in modo responsabile senza rinunciare alla creatività.”
Michele Talarico - “La sfida è ascoltare la montagna e accettare i suoi limiti. È trovare un modo per trasformare la semplicità in profondità.”


D: Qual è il piatto che ti rappresenta?
Siria Fedrigucci - “Tartare di rapa rossa, rafano, mela della Valtellina e finocchietto selvatico. «È un piatto che parla di territorio, freschezza, equilibrio. Unisce tecnica e semplicità.”
Michele Talarico - “Lavarello, kiwi, tarassaco, ginepro e midollo di Brunalpina. «È un piatto che racconta la montagna attraverso contrasti delicati, profumi e altitudine.”


D: Cosa cerchi di trasmettere a chi siede al tuo tavolo?
Siria Fedrigucci - “Convivialità. Voglio che ogni ospite viva un’esperienza genuina, fatta di sapori del territorio e un’atmosfera semplice ma curata.”
Michele Talarico - “Autenticità, emozione, rispetto del territorio. Voglio che ogni piatto sia un frammento di montagna.”

Dinner (8)

 

D: Cosa ti ispira di più di questa valle?

Siria Fedrigucci -”La luce, il silenzio, il ritmo lento della valle. Livigno è un luogo che ti insegna a guardare meglio.”

Michele Talarico -”La natura, le stagioni, i profumi della montagna. È un territorio che offre spunti continui per una cucina sincera e legata al luogo.”

 

Dove si incontrano innovazione e tradizione

Ascoltando Siria e Michele, diventa chiaro che la cucina a 1.816mt è un linguaggio unico, che ogni volta rinasce dal dialogo di tecnica e poesia, rigore e intuizione: un luogo ideale in cui Livigno trova il suo equilibrio più autentico. Una gastronomia e un’idea imprenditoriale che non oppone innovazione e tradizione, ma le intreccia, le fa convivere, le lascia evolvere insieme per diventare cultura. Ed è forse questo il vero valore della valle e l’essenza livignasca: un luogo in cui la cucina cresce senza perdere la propria identità, e in cui ogni piatto diventa un modo ogni volta diverso di raccontare le radici di sempre.

 

 

tag

Condividi

0 Commenti

Rimani aggiornato su offerte e idee di vacanza!

Iscriviti alla nostra newsletter

Accetto di ricevere la newsletter di APT Livigno. Puoi annullare l'iscrizione a queste comunicazioni in qualsiasi momento. Leggi la nostra informativa sulla privacy.

* Campo obbligatorio