Livigno Blog

Qualcosa di bello | di Elia Viviani

All’arrivo delle cose importanti, quelle che ti cambiano la vita, in fin dei conti, ci vuoi credere sempre, anche quando, dentro di te, una voce ripete: “non troppo, mi raccomando”.

Vuoi che siano scenari possibili, ma devi stare comunque attento a non illuderti. Perché la delusione di averci creduto e poi di non esserci riuscito rischierebbe di lasciarti svuotato dentro, che non è mai una cosa buona.

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Dinosauri sulla montagna | di Marco De Gasperi

Quanto pesa un carezza.

Quanto pesa un bacio.

Quanto pesa un “bravo”.

La montagna è fatta di racconti e dell’eco dei suoi venti, che nessun quadro e nessun film potranno mai riassumere in qualcosa che entra in una tasca dei blue jeans.

Le valli, i funghi e le rocce.

Le scarpe nuove messe ai piedi, quelle da corsa, che mio padre mi regalò e mi allacciò per la prima ed ultima volta, in modo che potessi seguirlo sul sentiero, in mezzo ai boschi di aghifoglie.

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La legge di Murphy | di Letizia Paternoster

Io sono prima la ragazza, la donna che ama andare in bicicletta, che vuole raggiungere i suoi sogni.
Perché i miei sogni sono prettamente a livello sportivo in questo momento.
Sono grandissimi.
E io davvero potrei rinunciare a qualunque cosa pur di arrivare al mio sogno.
Le persone sicuramente non lo sanno, le persone non lo potranno mai capire, perché è una cosa che sento io.

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A casa nostra | di Antonio Rossi

So di aver rovinato tanti atleti, forse più di quanti ne sono riuscito ad ispirare.
Sono sempre stato convinto di non avere un gran talento fisico, e per questo pensavo che l’unico modo che avessi per emergere fosse quello di lavorare più degli altri.
Almeno il 15% in più.
Non era un modo di dire, non una forma mentis, era proprio un calcolo matematico.
Dal 15% in su.

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Leggera | di Marta Bassino

Quando ho realizzato di aver vinto la Coppa di gigante è stato come se tutta la vita mi
fosse passata davanti agli occhi in un minuto.
Corsi e ricorsi storici, in un gioco di date e di luoghi che ritornano e che legano la mia
stagione più bella in assoluto a quelle dei miei inizi, quelle che mi hanno realmente
fatto capire che potevo appartenere a questo mondo di eccellenza assoluta.

Lungo tutto l’inverno, è stato come mentire a me stessa, o almeno come omettere
alcuni pezzetti della verità. Quando stai facendo qualcosa di grande è un attimo che
qualcuno ti dia un colpetto sulla spalla, ti svegli e te la porti via da sotto il naso, e
allora io ho voluto proteggere il mio viaggio, fingendo di non capirne del tutto il reale
valore.
Ho sciato libera, cercando di isolarmi da tutto ciò che non era strettamente “neve e
paletti”, convinta che nello sport le somme si tirano solo alla fine.
Sempre.
Un po’ per scaramanzia, e un po’ perché nello sci può succedere di tutto, fino
all’ultimo cancelletto.

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